La Storia dell'Oratorio di Santa Cita di Palermo.

28 Gennaio 2008.


Palermo è una delle città che vanta il maggior numero di chiese e che non ha eguali per storia, architettura, affreschi e mosaici. Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città; va ricordata poi la chiesa della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi edificata oltre il fiume Oreto e il ponte dell'Ammiraglio del 1113. Costruita tra il 1130 e il 1170, la Chiesa della Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano tutt'intorno la chiesa. Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (oggi all'interno del cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso.

La Storia dell'Oratorio di Santa Cita

Nel 1570, alcuni confrati dissidenti lasciarono la Compagnia del SS. Rosario in San Domenico e si stabilirono in alcuni locali del vicino convento domenicano, subito riadattati, fondando la Compagnia del SS. Rosario in Santa Cita. A distanza di un secolo la Compagnia fu costretta ad abbandonare quei locali ed in cambio ebbe gli spazi adiacenti alla chiesa dei SS. Quaranta Martiri, già da tempo sconsacrata, dove dal 1673 iniziarono la costruzione dell’attuale Oratorio del Rosario in Santa Cita (o Zita) completato nel 1686. L’aula oratoriale ancora oggi mantiene lo splendido aspetto barocco originario in cui trionfa lo stucco di Giacomo Serpotta realizzato tra il 1685 e il 1688 creando un complesso apparato iconografico volto ad esplicare la vera via per la salvezza tramite gli exempla dei Misteri (raffigurati tridimensionalmente) e delle statuarie Virtù. La controfacciata è il centro iconografico e semantico dell’oratorio con la raffigurazione della Battaglia di Lepanto intesa come apoteosi della Vergine del Rosario protettrice della flotta cristiana nello storico scontro con gli infedeli. Il pavimento marmoreo policromo, che si distende come un tappeto in un intreccio di stelle ad otto punte, simbolo mariano, fu realizzato intorno al 1699 e gli scanni lignei con intarsi floreali in madreperla tra il 1700 e il 1702. L’Oratorio, di recente, è stato oggetto di un intervento di restauro. L'oratorio è dotato di accessi per i disabili.

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