Cassazione: obbligo fedeltà coniugi vieta anche relazioni gay.

Roma, 26 mar. (Apcom) - In tema di fedeltà coniugale non c'è differenza tra relazioni gay o eterosessuali. E in caso di separazione la colpa è di chi ha tradito, non importa se con un amante dello stesso sesso. La Cassazione non trova alcuna differenza tra relazioni sentimentali omosessuali e "tradizionali" affermando in pratica che ciò che conta è la violazione dell'obbligo di fedeltà. Poco importa come e con chi. I giudici della prima sezione civile della Corte, con la sentenza 7207, hanno perciò confermato la separazione con addebito nei confronti di un antiquario che aveva tradito la moglie avviando una relazione con un proprio dipendente. Una "uguaglianza sentimentale" che aveva già portato la Corte d'appello di Ancona ad addebitare la separazione al coniuge traditore che, peraltro, aveva anche deciso di andare a convivere con il suo compagno, lasciando la casa coniugale. La Cassazione sottolinea che "nell'ultimo periodo della convivenza matrimoniale" l'antiquario "aveva intrapreso una relazione omosessuale con il commesso del proprio negozio, in tal modo violando l'obbligo della fedeltà". E precisa che "proprio tale relazione ha compromesso il matrimonio e la prosecuzione della convivenza". Perciò l'ex moglie ha anche diritto ad un assegno mensile di 500 euro. Insomma, se è vero che l'amore non ha età, il tradimento non può avere sesso.

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