Rossi:"A Palermo c'è l'entusiasmo che cercavo".

24 Novembre 2009.

Il neo allenatore rosanero Delio Rossi è stato presentato alla stampa questa mattina allo stadio “Renzo Barbera” dal Presidente Maurizio Zamparini e dal Direttore Sportivo Walter Sabatini. Il massimo dirigente rosanero ha voluto introdurre il tecnico romagnolo parlando ai giornalisti presenti in sala: “Oggi per me è un giorno importante, Rossi è un allenatore che non ha bisogno di presentazioni perché parla la sua carriera. Sono triste perché ho dovuto esonerare Zenga, con il quale avevo un rapporto d’affetto, ma è stata una decisione presa per il bene del Palermo, considerando che siamo a soli cinque punti dalla zona retrocessione con una squadra costruita per raggiungere altri obiettivi. Il nostro è un organico importante e mi danno fastidio certe dichiarazioni su certi giovani che hanno bisogno del tempo per crescere. Questa è la mia decisione, spero che sia positiva e che smentisca la mia fama di ‘mangia-allenatori’”. Quindi ha preso la parola Delio Rossi, che ha rilasciato le sue prime dichiarazioni: “Non ho avuto contatti con il Palermo la scorsa estate, il primo è avvenuto domenica sera quando sono stato chiamato dal Presidente. Zamparini mi è sembrato una persona entusiasta, schietta e molto innamorata del Palermo. Certamente verrò valutato in base ai risultati e a ciò che potrà esprimere la squadra. Io posso ‘vendere’ la mia professionalità e la mia voglia di lavorare. La Champions League? Stiamo parlando di una squadra importante, ma prima di giudicare un organico lo devo prima vedere lavorare, il campo sarà l’ultimo giudice. In questo momento il mio pensiero va a Walter Zenga, perché so quanto è lacerante un esonero, tuttavia lui è un professionista che ha svolto benissimo il suo lavoro e spero che sia stato solo un isolato incidente di percorso per la sua carriera. Il rapporto con Sabatini? Abbiamo lavorato insieme alla Lazio per due anni con costrutto e profitto, credo che sia una stima reciproca ed è importante che non sia invadenza negli ambiti di lavoro. Lui fa il direttore sportivo, io l’allenatore, per questo motivo non faremo mai delle trattative insieme ma mi limiterò solamente a dare delle indicazioni tecniche. Palermo è una piazza molto importante con una tifoseria molto passionale, è una città ricca di storia con una società di calcio seria che vuole crescere. Ho avuto contatti con una decina di squadre ma li ho declinati perché ho bisogno di entusiasmo. La passione va alimentata e ci dobbiamo aiutare tutti a vicenda per la causa rosanero. Qui ritroverò alcuni giocatori che ho già allenato in passato, loro mi conoscono e mi aspetto un po’ di empatia in più. Io credo in tre cose: lavoro, lavoro e lavoro”.

Fonte: ilpalermocalcio.it


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