Chiesa del SS Salvatore di Palermo.

La Chiesa di San Salvatore di Palermo
11 Novembre 2010.


La bella chiesa del SS. Salvatore si trova sul Corso Vittorio Emanuele ed è di origine normanna, essendo sorta nell’XI secolo. Originariamente era il luogo di culto del convento delle Suore Basiliane. La sua fama è legata alla leggenda, secondo cui Costanza d’Altavilla, futura madre dell’imperatore Federico II, ne sarebbe stata per qualche tempo la badessa. E’ inoltre antica tradizione che il monastero sia legato a Santa Rosalia, patrona e protettrice della città. L’aspetto attuale della chiesa è assai diverso da quello della costruzione originaria. Già rimaneggiato nel XVI secolo, l’edificio divenne completamente barocco quando - negli ultimi anni del Seicento - vi pose mano l’architetto Paolo Amato. La particolare planimetria, una delle poche del genere realizzate a Palermo, si presenta come un ottagono irregolare inscritto in un’ellisse; con cappelle quadrate ed altari incassati lungo le diagonali, ed una grande cupola ellittica. Le pareti interne sono decorate con marmi policromi ed affreschi del Settecento, attribuiti a Filippo Tancredi e a Vito d’Anna. Di quest’ultimo restano, sulla cupola, frammenti del grande affresco raffigurante la Gloria di S. Basilio (1763). La chiesa è stata danneggiata dai bombardamenti del 1943. Ora è utilizzata in prevalenza come auditorium.

E' ubicata in Corso Vittorio Emanuele - tel. 091323392. Tutti i giorni (daily) dalle ore 09.30 alle ore 12.30. Chiuso il martedì (Closed on Tuesdays).

Paolo Amato (Ciminna, 24 gennaio 1634 – Palermo, 3 luglio 1714) è stato un architetto italiano. Allievo di Angelo Italia, ebbe una lunga e feconda carriera, anche grazie all'incarico di Architetto del Senato di Palermo, carica per cui fu spesso incaricato di progettare carri e apparati effimeri per la festa di Santa Rosalia. Va ricordato anche il suo trattato La nuova prattica di prospettiva, pubblicato a Palermo nel 1732. Paolo Amato fu anche progettista di decorazioni; per lui lavorava un'equipe di marmorari e scalpellini che spesso arricchì le sue opere con spettacolari decorazioni a commesso. La sua opera migliore è sicuramente la Chiesa del Santissimo Salvatore, iniziata nel 1682, dalla curiosa pianta dodecagonale allungata sormontata da una cupola ellittica.

Il Seicento e il Settecento. Di elevato livello appare l'architettura siciliana dei secc. XVII-XVIII, sebbene non manchino goffe ripetizioni dei motivi del barocco spagnolo. Fra i maggiori esponenti Paolo Amato e Giacomo Amato, attivi a Palermo (SS. Salvatore e Paolo), vicini in parte al gusto manieristico. Notevole, dopo il terremoto del 1693, fu l'opera di ricostruzione nella Sicilia orientale, con la costituzione di organismi urbani spesso di notevole gusto e imponenza (Noto, Grammichele, Avola, Ragusa, Modica). Si distingue in questo ambito l'opera di Giovanni Battista Vaccarini, cui si deve la ricostruzione di Catania; suoi capolavori sono il collegio Cutelli e la chiesa di S. Agata, borrominiana. Notevole, a Siracusa, l'opera di Giovanni Vermexio e Andrea Palma. Importante, infine, il complesso di ville barocche fatte costruire a Bagheria (a 15 km da Palermo) dalla nobiltà palermitana a partire dal sec. XVII; tra le più interessanti sono la villa Butera, la più antica (1658), e le ville Valguarnera e Palagonia (sec. XVIII), entrambe di Tommaso Maria Napoli. Importante esponente della scultura fu Giacomo Serpotta, abilissimo stuccatore, autore di mirabili decorazioni in chiese e oratori, specie di Palermo. Di minore importanza la pittura, influenzata dal passaggio di Caravaggio e di Antonie van Dyck; le maggiori figure del sec. XVII (Pietro Novelli) e del XVIII (F. Randazzo, O. Sozzi, Vito D'Anna) non superarono in genere l'ambito locale. Il fiammingo italianizzato Matthias Stomer, particolarmente influenzato da Gherardo delle Notti (Gerrit van Honthorst ), ne divulgò in Sicilia i modi e la tipica tecnica luministica.

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