La Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti di Palermo.

La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti di Palermo
11 Novembre 2010.

Nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città. Giulio Carlo Argan scrive: “I Normanni che instaurarono la loro dinastia in Sicilia nel 1072, distruggono i monumenti, non la tradizione dell’architettura bizantina e araba. San Giovanni degli Eremiti a Palermo (1132) è araba nel nitido rapporto tra i corpi cubici e le cupole emisferiche”. Certamente più che a quella di una chiesa cristiana questa chiesa rimanda alla concezione spaziale delle moschee islamiche e tale richiamo all’Oriente viene ancor più enfatizzato dalle cupole di colore rosso acceso. La chiesa, le cui origini risalgono al VI secolo, subì la trasformazione in moschea prima di essere ricondotta all’antico culto da Ruggero II che, intorno al 1136, affidò la costruzione ai discepoli di San Guglielmo da Vercelli. Pesantemente manomessa nel corso dei secoli è stata ripristinata intorno al 1880, dall’architetto Giuseppe Patricolo. La chiesa, a tutti nota per le sue caratteristiche cupole di colore rosso, appoggiata con un fianco ad un corpo quadrato anteriore (forse una moschea) e realizzata a croce divisa in campate quadrate su ciascuna delle quali poggia una semisfera. Il presbiterio, terminante in nicchia, è sormontato da una cupola, come quella dei due corpi quadrangolari che la fiancheggiano e di cui quello di sinistra si eleva a campanile. Il chiostro, abbellito da un lussureggiante giardino, è la parte meglio conservata del convento antico; spiccano per bellezza e leggerezza le colonnine binate con capitelli a foglie d’acanto che reggono archi ogivali a doppia ghiera. Vi si trova inoltre una cisterna araba. F. Elliot – in Diary of an Idle Woman in Sicily (1881) – descrive San Giovanni degli Eremiti come “una chiesa normanna vicino al palazzo reale e alla Porta di Castro… riparata in un incavo, è del tutto orientale, e con le sue cinque cupole starebbe benissimo a Baghdad o a Damasco. Accanto, il campanile gotico a quattro ordini di logge è sormontato da un’altra cupola, singolare adattamento di costruzione araba ad un costume cristiano. La pianta della chiesa è a croce latina con tre absidi, la navata è divisa in tre campate ognuna delle quali è sormontata da una cupola con pennacchi, necessari perché la torre su cui poggiano è quadrata, le pareti sono in pietra intagliata come spesso se ne vedono nei monumenti arabi senza decorazione alcuna e l’insieme è illuminato da finestre ad arco acuto”. Oggi l’edificio presenta, invece, una nuda cortina muraria fatta con conci di tufo squadrati; l’interno ha tre absidi semicircolari ed è suddiviso in cinque campate quadrate coperte da cupolette che si raccordano alle pareti tramite nicchie.
La costruzione attuale sorge su un terreno ricco di caverne anticamente lambito dal fiume Kemonia. In quel luogo sorgeva il più importante dei sette monasteri fatti costruire da S. Gregorio Magno in Sicilia, un cenobio benedettino dedicato a S. Ermete. La tradizione vuole tra i suoi monaci vi fosse quell'Agatone siciliano che divenne papa nel 678. Pare che, verso la metà del IX secolo, gli Arabi lo abbiano distrutto, elevando sui ruderi edifici di culto islamico. Nel 1132 re Ruggero riedificò il convento dedicandolo a S. Giovanni Evangelista e arricchendolo di privilegi, che Guglielmo I ampliò. Per molti secoli ricco e fiorente, il monastero decadde lentamente e si spopolò. Nel 1882 furono effettuati restauri della chiesa e di ciò che restava del convento. Il complesso edilizio è costituito da tre distinte costruzioni: la chiesa, il chiostro, la moschea. a)La chiesa è stata restituita all'aspetto originario. La pianta è a croce latina; vi è un'unica navata divisa in due corpi quadrati da un grande arco acuto. Il braccio longitudinale è diviso in tre campate quadrangolari; ognuna di esse è sormontata da una cupola emisferica. Sulla campata settentrionale del trasetto si innalza il campanile, fornito anch'esso di cupola. L'interno dell'edificio è nudo e severo; la luce vi piove da transenne di gesso che schermano le finestre. Il paramento murario è fatto di piccoli conci di tufo. Solo nel campanile troviamo,nell'ultimo ordine, la tipica decorazione a rincassi e cornici attorno alle finestre. Le cupole rosse conferiscono all'edificio uno spiccato carattere orientale. b) il chiostro è la sola parte rimasta dell'antico monastero. La sua datazione è incerta. E' formato da quattro portici archiacuti con colonnine binate. c) La moschea è uno dei pochissimi edifici sicuramente arabi che ci siano pervenuti. Parte di essa è inglobata nella chiesa attuale. E' formata da un corpo centrale rettangolare diviso longitudinalmente da una serie di pilastri che sostenevano archi ogivali. Nella parte superiore della parete orientale si apre la finestra rivolta verso la Mecca. All'esterno si trovano un porticato e mura di un recinto, luoghi che in epoca normanna erano usati come cimitero palatino (cioè delle persone della corte, addette al palatium).

Bibliografia:




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