E se non fosse terrestre...? Parte quarta.


Wenher von Braun davanti agli endoreattori F-1 del primo stadio del Saturn V (Fonte: it.wikipedia.org)
23 Marzo 2011.

Il telescopio più grande del mondo si trova in California, sul monte Palomar, a 1800 m di altezza. Per trasportare il suo gigantesco specchio parabolico, del diametro di  5 metri, si è dovuto costruire una strada lunga 75 km. Il telescopio può scrutare nello spazio ad una profondità di 4 miliardi di anni luce, come a dire che esso riesce a fotografare la luce di stelle distanti da noi 36 miliardi di miliardi di km. Quindi l'astronomo che usa questo potente telescopio non fa altro che osservare il passato del nostro Universo. Lo stato del nostro attuale Universo lo potranno osservare i nostri discendenti fra qualche milione di anni. Osservando il cielo di notte, lontano dai centri abitati, in aperta campagna, l'osservatore che scruta la volta celeste avrà modo di notare che su di essa sono incastonate miliardi di stelle. Se si considera che per ognuna di quelle stelle osservate vi sono i rispettivi sistemi solari, formati da pianeti, da lune, e da altri corpi celesti più piccoli, possiamo affermare che quell'osservatore in quel preciso istante sta osservando miliardi di sistemi solari e quindi miliardi di pianeti. Se poi consideriamo che nell'Universo vi sono circa cento miliardi di galassie, e che ognuna di esse contiene in media 100 miliardi di stelle, moltiplicando il numero di galassie per il numero di stelle otteniamo un numero enorme di stelle. Se anche solo una piccola parte di queste stelle avesse pianeti in grado di ospitare la vita, sarebbero comunque tantissimi. La possibilità, quindi, della presenza nell'Universo oggi conosciuto (considerando attendibile la stima che esso sia formato da cento miliardi di galassie) di civiltà tecnologiche  è stimato in 600 milioni di miliardi (previsione ottimista), 5 mila miliardi (previsione moderata), 10 mila (previsione pessimista).
La Via Lattea dell'emisfero boreale; si distingue l'asterismo del Triangolo Estivo. Ben visibile la Fenditura del Cigno, una lunga fascia scura che divide la scia chiara della Via Lattea in senso longitudinale. (Fonte: it.wikipedia.org)

Consideriamo la nostra galassia, quella che noi tutti chiamiamo comunemente Via Lattea: solo in essa vi sono cento mila milioni di stelle; se volessimo contarle tutte, al ritmo di una al secondo, impiegheremmo quasi duemila e cinquecento anni. Oggi è accertato che almeno cinquanta milioni di queste stelle potrebbero essere circondati da pianeti su cui è possibile una vita evoluta. Solo una grossa presunzione, o una ignota paura potrebbe farci affermare che noi siamo soli nell'Universo. Il professore Hermann Oberth, padre del volo spaziale, ha dichiarato: "Ritengo possibile che esseri intelligenti di altri mondi abbiano visitato la nostra terra nei tempi passati. Gli scienziati hanno sempre un atteggiamento scettico  di fronte alle nuove idee. Anche quando fu inventata la ferrovia gli scienziati credevano che l'uomo non potesse sopravvivere a velocità superiori a  trenta chilometri orari." Lo scienziato Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braununa delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano, ha dichiarato:" Ritengo probabile che nell'immensità dell'Universo esistano non soltanto forme di vita vegetali ed animali, ma anche esseri intelligenti; anzi ne sono convinto."

Continua....al prossimo post!


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