Il Barocco Palermitano: L'oratorio dei Bianchi.

Oratorio dei Bianchi (Fonte: Dalla rete)
08 Marzo 2011.

L’oratorio della “Nobile, Primaria e Real Compagnia del SS. Crocifisso”, conosciuto più semplicemente con il nome di oratorio dei bianchi,si trova nel quartiere Kalsa di Palermo e fu fondato nel 1542 per volere dell'omonima Compagnia, formata da ecclesiastici e gentiluomini. Deve il suo soprannome al colore delle tuniche dei suoi componenti, che confortavano e sostenevano moralmente i condannati alla pena capitale nei giorni precedenti l'esecuzione, invitandoli alla confessione e al pentimento. L'edificio, che si trova in piazza dei Bianchi, vicino la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, sorge sui resti della precedente Chiesa di Santa Maria della Vittoria, costruita dall'architetto siciliano Matteo Carnilivari alla fine del Quattrocento sul luogo nel quale sorgeva una delle porte dell'antica cittadella araba Al Halisah (l'odierna Kalsa).Nel 1686 fu restaurato in seguito ad un grosso incendio e fu costruito il gran portico ad arconi e pilastri,in stile tardo-manierista, che si può ammirare oggi.Nella sala destinata invece alle riunioni dei confrati spiccano le ricche decorazioni di Gaspare FumagalliNegli anni la Compagnia dei Bianchi si disciolse e così l'Oratorio passò nelle mani della curia arcivescovile. Cominciò però purtroppo un periodo di profondo degrado e abbandono dell'edificio; senza contare i danni strutturali causati da terremoti e bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Si arriva così al 1987, quando la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo lo acquistò occupandosi anche del suo restauro per riportarlo alla fruizione del pubblico. All'interno dell’oratorio è inoltre possibile ammirare la porta lignea Bab el Fotik da cui, nel 1071, entrò Roberto Il Guiscardo durante la presa di Palermo del Regno normanno. Per celebrare la vittoria sulla città il re fece conservare la porta rinominandola Porta della Vittoria e vi fece dipingere sopra una raffigurazione della Madonna della Vittoria. Attorno all'immagine della madonna, Matteo Carnilivari costruì nel 1495 una cappella trasformata con alcune modifiche nel secolo successivo nella chiesa che oggi possiamo ammirare. Al pian terreno sono esposte oggi statue appartenenti sia al vecchio Oratorio (adesso non più esistente), sia ad altri oratori e chiese di Palermo. Tra queste anche le decorazioni a stucco di due altari realizzate da Giacomo Serpotta tra il 1703 e il 1704 per la chiesa del Convento delle Stimmate, successivamente demolita nel XIX secolo per far posto al Teatro Massimo. Altri interventi sono stati eseguiti col passare degli anni: nel 1744 fu dotato di uno scalone in marmo bianco di Carrara e della pavimentazione in mattonelle maiolicate, e di varie decorazioni pittoriche. 

FONTE:
  1. http://it.wikipedia.org/;
  2. http://www.palermonelmedioevo.com/;
  3. http://www.serpotta.it/.
BIBLIOGRAFIA:
  • F. Terranova, Un rilievo finalizzato: l'Oratorio dei Bianchi di Palermo, Palermo 1982.

I Post più popolari

Le origini del nome della città di Palermo.

In Sicilia abbondano da sempre i cereali.

IL MIRTO: TRA BACCHE, RAMI E FOGLIE IL PRINCIPE DI LIQUORI E MARMELLATE.

La Chiesa di San Francesco d'Assisi di Palermo.

Parapendio acrobatico in Friuli e team deltaplano ai mondiali in Brasile.

Le vie di Palermo: Via Roma.

Storia delle Sante Patrone di Palermo. Seconda parte.

La chiesa dell'Immacolata Concezione di Palermo, nel quartiere Capo: un gioiello dell'arte barocca.

Naro (AG) fra miti e leggende.

Il Barocco e il Serpotta.