A proposito degli alieni.... di Francesco Toscano ed Enrico Messina. Prima Edizione 2011. Capitolo I°. Gli extraterrestri nella storia dell'umanità. Da pag. 5 a pag. 7.

1 Agosto 2011.


Una pittura rupestre rinvenuta in una grotta in Val Camonica, raffigurante possibili creature aliene viste dagli occhi di uomini primitivi. (Fonte: dalla rete)

A proposito degli alieni..... di Francesco Toscano ed Enrico Messina


Se l’Universo brulica di alieni….. dove sono?
Enrico Fermi



Capitolo I°
Gli extraterrestri nella storia dell'umanità
Ufo nell'antichità


Un monile riproducente un oggetto volante dell'antichità. Di particolare rilievo l'ala a delta. L'ala a delta è un tipo di ala utilizzata su velivoli che possono volare a velocità supersonica. Deve il suo nome alla particolare forma in pianta, pressoché triangolare, che richiama quella della lettera maiuscola greca delta.


Fin dai tempi più remoti della storia dell'uomo i nostri simili hanno avuto l'esigenza di raccogliere e tramandare ai posteri in alcuni antichi testi, dipinti, graffiti rupestri, testimonianze di fatti ed eventi strabilianti che non seppero spiegare con le conoscenze del loro tempo, ed afferenti fenomeni aerei e/o celesti a dir poco inquietanti, i quali ci fanno seriamente dubitare di essere soli nel silenzio dell’Universo e corroborano sempre di più la tesi sostenuta dai teorici degli antichi astronauti. Seguendo la nostra personalissima “linea del tempo”, al fine di suffragare la tesi sostenuta dai teorici della cosiddetta ipotesi extraterrestre, secondo la quale all'origine della civiltà umana vi sarebbe un popolo alieno, proprio come sostengono le varie mitologie quando parlano di "dei venuti dal cielo", proviamo a ricostruire i presunti avvistamenti di U.F.O. (Unidentified Flying Objects - Oggetti volanti non identificati) nel corso della storia dell’umanità, avvistamenti [Un incontro ravvicinato (abbr. CE dall'inglese Close Encounter) in ufologia è un evento nel quale una persona testimonia di essere venuta in contatto con un oggetto volante non identificato (UFO). La terminologia e il sistema di classificazione degli avvistamenti di UFO furono inaugurati dall'astrofisico e ricercatore ufologico J. Allen Hynek, che li suggerì per la prima volta nel suo libro del 1972 The UFO Experience: A Scientific Inquiry. Hynek introdusse i primi tre tipi di incontro; in seguito furono aggiunti da altri due ulteriori sottotipi di incontri ravvicinati, ma queste categorie aggiuntive non sono universalmente accettate dai ricercatori sugli UFO. Gli avvistamenti ad oltre 160 metri (500 piedi) di distanza dal testimone sono classificati come "dischi alla luce del giorno" ("Daylight Discs"), "luci notturne" o "resoconti radar/visivi".Gli avvistamenti entro i 500 piedi all'incirca sono sotto-classificati sotto vari tipi di "incontro ravvicinato". Hynek e altri  hanno sostenuto che per essere tale un incontro ravvicinato deve avvenire entro circa 500 piedi, per ridurre notevolmente o eliminare la possibilità di identificare erroneamente degli aeromobili convenzionali o altri fenomeni noti. La classificazione di Hynek divenne popolare grazie al film Incontri ravvicinati del terzo tipo.] che oggi l’ufologo attento classificherebbe del primo[Avvistamento di uno o più oggetti volanti non identificati: Dischi volanti diurni; luci vaganti notturne; oggetti aerei che non siano attribuibili alla tecnologia umana.], del secondo[Una osservazione di un UFO e fenomeni fisici provenienti dall'UFO, che comprendono:
  • cerchi nel grano  (Crop Circles);
  • Danneggiamento del terreno;
  • Paralisi  umana;
  • Animali spaventati;
  • Interferenza  con motori o ricezione radio-televisiva;
  • "Perdita temporale" (Lost Time): una falla nella  memoria  di una persona associata ad un incontro di UFO. Tale ipotetico fenomeno non è compreso nello schema originale della classificazione di Hynek.], del terzo[Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO.
    Ciò che Hynek denominò "esseri animati" ("animate beings") fu da lui scelto deliberatamente con quel termine in qualche modo vago di "animate beings" per descrivere entità associate con gli UFO senza fare alcuna presunzione infondata riguardo all'origine o alla natura delle entità. Hynek non guardava a queste entità necessariamente come " extraterrestri " o "alieni". Inoltre Hynek espresse in seguito sconforto per questi resoconti, ma sentiva un obbligo scientifico di includerli, in fin dei conti perché essi rappresentavano una ridotta minoranza dei presunti incontri con gli UFO.

    Sottotipi di Bloecher

    Il ricercatore ufologico Ted Bloecher ha proposto sette sottotipi per gli incontri ravvicinati del terzo tipo nella scala di Hynek:
    A: Un'entità viene osservata unicamente all'interno dell'UFO;
    B: Un'entità viene osservata all'interno e all'esterno dell'UFO;
    C: Un'entità viene osservata nei pressi dell'UFO, senza che entri o esca
    D: Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO; dall'osservatore, ma contemporaneamente è stata riferita un'attività di UFO nell'area;
    E: Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO dall'osservatore e non viene riferita un'attività di UFO nell'area nello stesso tempo;
    F: Non viene osservata alcuna entità o UFO, ma il soggetto sperimenta qualche tipo di "comunicazione intelligente";
    G: Rapimento (lo stesso che nell'incontro ravvicinato del quarto tipo).
    I sottotipi D, E, ed F possono essere non correlati con il fenomeno UFO.] e del quarto tipo[Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti.
    Questo tipo non è compreso nella scala originale degli incontri ravvicinati di Hynek. L'ufologo Jacques Fabrice Vallée , che lavorò a lungo con Hynek, obiettò che una più precisa definizione degli Incontri ravvicinati del Quarto Tipo dovrebbe essere postulata come "un incontro nel corso del quale i testimoni provino una sensazione di alterazione del loro senso della realtà", così da includere nella categoria anche casi scollegati dai cosiddetti "rapimenti alieni" nei quali però eventi di natura assurda, allucinatoria o onirica possano essere associabili a fenomeni UFO.]. 
Come vedremo ve ne sono stati di diversi tipi, alcuni dei quali strabilianti, tanto da far supporre agli uomini vissuti in quel tempo in cui si manifestò l'evento inconsueto, (che non riuscivano a comprendere e a spiegarsi che cosa stesse succedendo nel cielo osservato), che Dio si fosse adirato con loro e fosse pronto a punirli.  Nell'Universo oggi conosciuto si stima che esistano 600 milioni di miliardi di civiltà tecnologiche.
Il telescopio più grande del mondo si trova in California, sul monte Palomar, a 1800 m di altezza. Per trasportare il suo gigantesco specchio parabolico, del diametro di 5 metri, si è dovuto costruire una strada lunga 75 km.
Il telescopio può scrutare nello spazio ad una profondità di 4 miliardi di anni luce, come a dire che esso riesce a fotografare la luce di stelle distanti da noi 36 miliardi di miliardi di km. Quindi l'astronomo che usa questo potente telescopio non fa altro che osservare il passato del nostro Universo.
Lo stato del nostro attuale Universo lo potranno osservare i nostri discendenti fra qualche milione di anni. Osservando il cielo di notte, lontano dai centri abitati, in aperta campagna, l'osservatore che scruta la volta celeste avrà modo di notare che su di essa sono incastonate miliardi di stelle. Se si considera che per ognuna di quelle stelle osservate vi sono i rispettivi sistemi solari, formati da pianeti, da lune, e da altri corpi celesti più piccoli, possiamo affermare che quell'osservatore in quel preciso istante sta osservando miliardi di sistemi solari e quindi miliardi di pianeti.
Se poi consideriamo che nell'Universo vi sono circa cento miliardi di galassie,e che ognuna di esse contiene in media cento miliardi di stelle, moltiplicando il numero di galassie per il numero di stelle otteniamo un numero enorme di stelle.
Se anche solo una piccola parte di queste stelle avesse pianeti in grado di ospitare la vita, sarebbero comunque tantissimi. La possibilità, quindi, della presenza nell'Universo oggi conosciuto (considerando attendibile la stima che esso sia formato da cento miliardi di galassie) di civiltà tecnologiche è stimato in seicento milioni di miliardi (previsione ottimistica), cinque mila miliardi (previsione moderata), dieci mila (previsione pessimista).
La Via Lattea vista dall'emisfero boreale; si distingue l'asterismo del Triangolo Estivo. Ben visibile la Fenditura del Cigno, una lunga fascia scura che divide la scia chiara della Via Lattea in senso longitudinale. (Fonte: it.wikipedia.org)
Consideriamo la nostra galassia, quella che noi tutti chiamiamo comunemente Via Lattea: solo in essa vi sono cento mila milioni di stelle; se volessimo contarle tutte, al ritmo di una al secondo, impiegheremmo quasi duemila e cinquecento anni. Oggi è accertato che almeno cinquanta milioni di queste stelle potrebbero essere circondati da pianeti su cui è possibile una vita evoluta. Solo una grossa presunzione, o una ignota paura potrebbe farci affermare che noi siamo soli nell'Universo.
Il professore Hermann Oberth, padre del volo spaziale, ha dichiarato: "Ritengo possibile che esseri intelligenti di altri mondi abbiano visitato la nostra terra nei tempi passati. Gli scienziati hanno sempre un atteggiamento scettico di fronte alle nuove idee. Anche quando fu inventata la ferrovia gli scienziati credevano che l'uomo non potesse sopravvivere a velocità superiori a trenta chilometri orari."
Lo scienziato Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano, ha dichiarato:"Ritengo probabile che nell'immensità dell'Universo esistano non soltanto forme di vita vegetali ed animali, ma anche esseri intelligenti; anzi ne sono convinto."


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Un blocco di metallo, molto simile alla testa di un grande martello. Gli esami scientifici di questo oggetto hanno evidenziato che si trattava di un antichissimo oggetto artificiale composto di una lega in metallo estremamente complessa. Lo studioso Gheorghita ha rilevato che la lega è composta da 12 diversi elementi, dei quali l'alluminio è presente con la maggiore quantità (89 %). Gli studi scientifici del reperto, tra cui lo studio dell'ossidazione del metallo di cui è composto, e l'averlo trovato accanto a resti di animali preistorici, porta a ritenere che sia vecchio di alcuni milioni di anni.


Ufo nell’antichità:

Nel 1974 in Romania, a due chilometri ad est di Aiud, un gruppo di operai al lavoro sulle sponde del fiume Mures trovarono tre oggetti sepolti nella sabbia, in un fosso profondo circa 10 metri. Due di questi reperti si rivelarono essere ossa di Mastodonte, risalenti alla preistoria. Il terzo oggetto invece si rivelò essere un blocco di metallo, molto simile alla testa di un grande martello.
Tale oggetto (nella foto in alto – fonte dalla rete) venne inviato, per uno studio, all'Istituto archeologico di Cluj-Napoca.
Gli esami scientifici di questo oggetto hanno evidenziato che si trattava di un antichissimo oggetto artificiale composto di una lega in metallo estremamente complessa. Lo studioso Gheorghita ha rilevato che la lega è composta da 12 diversi elementi, dei quali l'alluminio è presente con la maggiore quantità (89 %). Gli studi scientifici del reperto, tra cui lo studio dell'ossidazione del metallo di cui è composto, e l'averlo trovato accanto a resti di animali preistorici, porta a ritenere che sia vecchio di alcuni milioni di anni.
In particolare, la presenza di uno strato consistente di ossido d’alluminio fa ritenere scientificamente che il reperto risalga ad epoche remote. Qualsiasi tipo di studio effettuato sul reperto ha rivelato la sua natura artificiale ed antica, che comunque è già abbastanza evidente dal suo aspetto esteriore, dai fori presenti sul reperto e dalla lega di alluminio con cui è composto. Basti pensare che l'alluminio non si trova libero in natura, ma combinato in alcuni minerali e soltanto 100 anni fa è stata messa a punto la tecnica necessaria alla sua lavorazione. Gli studi sul reperto hanno evidenziato sin da subito il fatto che fosse parte di un meccanismo, che nella sua parte superiore doveva esserci un'asta di forma circolare. Tenendo conto dell'analisi di tutte le particolarità dell'oggetto, gli scienziati hanno ritenuto che il reperto fosse una sorta di dispositivo di atterraggio di un veicolo volante, di dimensioni ridotte, come i moduli lunari o la sonda Viking.
A riprova di ciò, ci sarebbero sia la forma dell'oggetto, sia i due fori ovali, sia i graffi nella parte inferiore e agli angoli, come pure la composizione del materiale, vale a dire all'alluminio leggero. In sostanza il reperto risulta essere il piede di una gamba meccanica di atterraggio di un oggetto volante. Sicuramente tale piede metallico appartenne ad uno dei tanti velivoli sconosciuti che sin da epoche remote visitarono ed operarono sul nostro pianeta.
Nella "Storia Fenicia" di Sanconiatone da Berito, viene menzionato un aeromobile di forma allungata e stretta (serpente) con le eliche.
Popoli antichi abbastanza evoluti come gli egiziani, i greci ed i romani annotavano meticolosamente tutti gli eventi che accadevano e fra questi ci sono molte cronache riguardanti veri e propri avvistamenti di UFO, prevalentemente di forma sigariforme, sferica o discoidale, descritte come colonne di fuoco, nuvole luminose, sfere infuocate e così via, che sorvolavano e compivano manovre su antiche città.
La cosa più interessante è che anche molti storici famosissimi dell'antichità riportano tali avvistamenti. Il primo presunto avvistamento di UFO risale al 45.000 a.C. in Cina: incisioni rupestri di UFO - come oggetti rotondi - sono stati trovati in provincia di Hunan. Le raffigurazioni risalgono all'età dei Neanderthal.


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l Dropa, il nome dato dagli uomini ai visitatori provenienti da Sirio, sono venuti giù dalle nuvole con i loro alianti. (Nella foto a sinistra una delle pietre di Dropa – fonte dalla rete).
12.000 a.C. Cina: l Dropa, il nome dato dagli uomini ai visitatori provenienti da Sirio, sono venuti giù dalle nuvole con i loro alianti. (Nella foto in alto una delle pietre di Dropa – fonte dalla rete). La storia della scoperta delle pietre Dropa inizia nel 1938,quando un professore cinese di archeologia ,Chi Pu Tei,si mise ad esplorare un sistema di caverne nelle montagne di Bayan-Kara- Ula,vicini al confine cinese tibetano. La storia dice che in quelle caverne,Chi trovò delle file di piccoli scheletri con teste di dimensioni superiori alla norma. Accanto ai corpi si trovavano ben 716 dischi di pietra,ognuno con strani segni e solchi incisi. I dischi furono portati a Beijing e non furono più mostrati fino al 1950. Il Dottor Tsum Um Nuoi trovò i dischi e iniziò a studiarli,scoprendo che i disegni erano una forma sconosciuta di scrittura geroglifica. In qualche modo riuscì a decifrare i simboli e dichiarò che essi narravano di una razza aliena,conosciuta come Dropa,la quale ebbe un incidente con la loro astronave sulla Terra 12000 anni fa. Ovviamente il professore ebbe dei problemi a pubblicare le sue scoperte e decise di emigrare in Giappone. La prima volta che si udì fuori dalla Cina dei dischi Dropa ,fu nei primi anni '60 quando un periodico russo chiamato Sputnik rese pubblica la storia. Ma con l'avvento della rivoluzione culturale cinese ,viaggiare nel paese divenne difficile e la storia dei dischi Dropa venne presto dimenticata. Ed anche il punto preciso dell'ubicazione delle caverne fu perduto. Fu comunque scoperto che esisteva una leggenda orale dalla regione di Bayan-Kara-Ula di piccole persone che erano cadute dal cielo. Le leggende dicono che i Dropa provenivano dalla stella Sirio.


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Tutti i diritti letterari di quest’opera sono di esclusiva proprietà degli autori.




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