LA MAGIA DELL’ARTE E LE PORTE APERTE DEI QUATTRO CANTI DI PALERMO.


Palermo, Piazza Vigliena. I Quattro Canti. (Fonte: dalla rete)

26 Ottobre 2011.

Palermo (Pa). Venerdì 28 e sabato 29 Ottobre ai Quattro Canti di Palermo, a Palazzo Costantino. 


La storica dimora ospiterà infatti le proiezioni della pellicola autodocumentaristica dell’artista austriaco Uwe Jaentsch, che ha fatto di Palermo la migliore location per le sue istallazioni. Il titolo della pellicola è “AC/DC - greetings from Palermo - viaggio in Sicilia di un Goethe del XXI secolo”. Chi lo volesse potrà anche visitare eccezionalmente un palazzo che racchiude un pezzo di storia della città. “Il palazzo - si legge nella scheda di presentazione - fu costruito da Giuseppe Merendino su strutture seicentesche. Passò poi in eredità alla famiglia dei magistrati Costantino. Ottomilasettecento metri quadri; un ampio cortile, dotato di uno pseudoportico su colonne ioniche trabeate realizzate in marmo rosso di Castellammare in fondo al quale si apre lo scalone a doppia rampa che conduce al piano nobile. E poi ancora saloni con affreschi di grandissimo pregio, di Gioacchino Martorana e Giuseppe Velasco. Sui soffitti le allegorie della Virtù, Diana e Endimione, e la battaglia di Costantino”.

QUATTRO CANTI / PALAZZO COSTANTINO

VENERDI 28 E SABATO 29 OTTOBRE

Ingresso: via Maqueda 217, Palermo
show1 h18.30 / show2 19 / show3 h19.30 / show4 h20 /
show5 h20.30/ show6 h21 / show7 h21.30 / show8 h22 /
show9 h22:30 / show10 h23 / show11 h23.30 / show 12 h24

Visite al palazzo: h. 09 – 24

IL FILM

“AC/DC - greetings from Palermo” si apre con un reportage di Costanza Lanza di Scalea, compagna e musa dell’artista austriaco, sull'attività dei vigili urbani di Palermo. Il tentativo è quello di destrutturare lo stereotipo di una città violenta e pericolosa. Archetipo contro il quale la Sicilia lotta e che nutre al tempo stesso, in un gioco paradossale dal quale è difficile venire fuori. Nella giornata - tipo dei vigili urbani, raccontati da Uwe e Costanza, non c’è traccia di violenza. Nella seconda parte, ospite la band austriaca dei Merker.tv, la telecamera di Uwe indugia su dettagli e volti di Palermo, come in un atlante di geografia umana. La terza parte è l’auto documentazione: un’antologia degli interventi realizzati dall’artista dentro la Vucciria - basti citare la Suite 25 – del 2004 o la Cattedrale dei rifiuti del 2006 - quartiere che ha assistito a una lenta e ineluttabile trasformazione urbanistica. L’antologia si snoda in altri luoghi dell’isola: ecco allora il viaggio di un Goethe contemporaneo in una Sicilia ferita, degradata a volte, ma che cerca un riscatto possibile. Un percorso nel segno di una critica feroce, a volte dissacrante e anarchica. L’ultima parte vede Uwe nei panni del “produttore”: l’artista lascia parlare le immagini di Peppino Sciortino accompagnate dal testo di Alli Traina che raccontano la trasformazione della Vucciria. Fonte: ufficio stampa

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