Il fico: il frutto più prelibato e sacro degli Dèi.

Il fico comune (Ficus carica L.) è una pianta xerofila dei climi subtropicali temperati, appartenente alla famiglia delle Moraceae. Rappresenta la specie più nordica del genere Ficus, produce il frutto detto comunemente fico. (Fonte: it.wikipedia.org)
5 Settembre 2012.

Si legge nella Bibbia che, per coprire le nudità che il peccato aveva svelato, Adamo ed Eva staccarono alcune foglie dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male: quell’albero era proprio un fico. Passando in rassegna diverse credenze religiose e testimonianze è venuto alla luce come questo albero, e con esso i suoi frutti, sia fortemente radicato nella cultura, anche la più antica. Ritenuto da più civiltà arbusto da onorare, il fico è sempre stato considerato come emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza; nell’antica Grecia, era l’albero sacro ad Atena, dea della saggezza, e a Dioniso, dio del vino. Platone considerava il fico amico dei filosofi; Plinio, d’altro canto, era solito affermare che mangiare fichi aumentava la forza dei giovani e manteneva la salute degli anziani. Considerato l’asse del mondo, collegamento ideale tra terra e cielo, veniva usato anche per praticare la sicomazia, attraverso le sue foglie, ovvero un metodo di divinazione. Lo stesso Vishnu, secondo una leggenda induista si ritiene fosse nato sotto un albero di fico, così come Romolo e Remo. Noi comuni mortali, credenti o meno alle diverse testimonianze, non possiamo che essere tutti d’accordo nell’apprezzare le proprietà organolettiche di questo frutto. Una particolare dolcezza, morbidezza e delicatezza di gusto lo rendono una vera e propria prelibatezza che, giusto a settembre, non può mancare su tutte le tavole. Non tutti sanno, però, che il fico nasconde nella sua struttura una particolarità e cioè che il suo vero frutto, in realtà, è contenuto all’interno di quello che noi consideriamo come tale; questo, infatti, è dato dall’insieme di tanti fiori che, una volta fecondati, si ingrossano diventando carnosi e perciò commestibili. I veri frutti, dunque, sono tutti quei simpatici puntini che vediamo all’interno e che, in botanica, vengono chiamati acheni. Anche per questo dono di madre Natura numerosissimi sono i benefici e le proprietà correlate al suo consumo; a tal proposito dei frutti provenienti da coltura biologica, se ne consiglia il consumo con l’intera buccia. Secondo la medicina popolare, lo stesso lattice contenuto nelle foglie dei fichi è un efficace rimedio per la cura delle verruche; così come è ottimo per cagliare il latte nella produzione artigianale di diversi tipi di formaggi. Crudi, cotti, trasformati in derivati, una cosa è certa: alla dolcezza di questi frutti è difficile resistere.

Fonte:

I Post più popolari

Le origini del nome della città di Palermo.

“Una pizza per Claudio”, grande successo a Palermo.

PALERMO, AL VIA LA SERATA DI SOLIDARIETÀ ORGANIZZATA DALLA NORMAN ACADEMY SICILIA .

PALERMO:DAL 24 CIRCOLAZIONE A TARGHE ALTERNE, UNA PAGINA WEB NEL SITO DEL COMUNE.

Il romanzo breve dal titolo "Condannato senza possibilità d'appello." di Francesco Toscano, in vendita al prezzo di € 8,50 presso il portale internet http://ww4.photocity.it/.

La chiesa dell'Immacolata Concezione di Palermo, nel quartiere Capo: un gioiello dell'arte barocca.

Le Alpi protagoniste della stagione di volo in parapendio.

La Chiesa di San Francesco d'Assisi di Palermo.

Piazza Marina, una delle piazze del centro storico di Palermo situata nel quartiere della Kalsa o Mandamento Tribunali.

Storia delle Sante Patrone di Palermo. Seconda parte.