Presentazione del cortoromanzo "Il quinto petalo" di Francesco Alessandro Veutro.

13 Ottobre 2012.



Sabato 27 Ottobre 2012 alle 18,30 a Catania la Libreria Mondadori Diana presenterà il cortoromanzo giallo "Il quinto petalo" di Francesco Alessandro Veutro edito da Leone Editore.
Dopo La matrice della verità e L'anima del Diavolo una nuova indagine del Commissario Lazzari, scritta da Francesco Veutro.
La vita di coppia fra Silvia ed Enrico trascorre serena all'insegna dell'amore. Una sera, una telefonata che li convoca urgentemente in commissariato turba la loro tranquillità. I genitori di Silvia sono stati trovati morti nella loro casa. Per risolvere il delitto, la figlia è costretta a scavare nel passato e a far riaffiorare vecchi interrogativi sulla sua nascita. Le indagini dell'ispettore Lazzari si spostano sulla pista orientale, seguendo a ritroso le tracce delle origini di Silvia. È in Cina che si trova la chiave per risolvere entrambi i misteri.
Il quinto petalo è la terza opera di Francesco Veutro, che ha già stupito i lettori con il sui precedenti romanzi.

Recensione della dottoressa Giulia Lo bello.
Enrico  e Silvia sono due giovani sposi, due affermati professionisti, la loro vita trascorre tranquilla tra lavoro e divertenti incontri con gli amici. Tra loro c’è un’intesa perfetta: si amano e si desiderano come il primo giorno e vorrebbero stare insieme per il resto della loro vita. Insomma la loro sembra essere una vita perfetta fino a quella tragica notte…
E’ questo l’esordio idilliaco,quasi da “fiaba”, del  “il quinto petalo”, il nuovo romanzo di Francesco Veutro.
L’autore,come ci ha già abituato nei precedenti romanzi,riesce a narrare i fatti, proprio come se fosse “la viva voce dei protagonisti”, da loro veridicità, così da coinvolgere il lettore in qualcosa che sembra reale:sin da subito la narrazione scorre con una naturalezza, tale che il lettore diventi il protagonista, è proprio lui che veste i panni del primo attore. Veutro lo imbriglia nella ragnatela degli eventi, lo cattura, per poi trascinarlo dentro la trama del romanzo.
Lo fa con semplicità ma in modo abilissimo: la sua capacità di “dipingere”, davanti agli occhi di chi legge, i luoghi descritti, come la scogliera a picco sul mare delle cinque terre, il tramonto, i volti e gli occhi neri della protagonista; fa si che siano essi ad osservarci da dentro le pagine del romanzo in modo tale da dare al racconto un profondo realismo ed un’enorme emotività, che non possono far altro che coinvolgere completamente il lettore nei fatti narrati.
E’ una capacità, quasi cinematografica, quella dell’autore: di riuscire a fotografare contemporaneamente situazioni, in apparenza totalmente distanti e sconnesse tra loro, ma stranamente non dissonanti come se fossero atavicamente ed intimamente connesse.
E’ come se il racconto aprisse delle finestre su mondi diversi: quello dell’intimità di Enrico e Silvia sulla vita dei quali cala improvvisamente un velo di tristezza, dolore, disperazione e morte.
D’improvviso sembrerebbe quasi di sprofondare nel buoi,verso il basso di una realtà fatta di violenza, di affari sporchi: di droga, prostituzione, ricettazione e morte.
Anche il linguaggio dell’autore sembra progressivamente adeguarsi allo squallore dei luoghi e delle situazioni descritte:  tramite l’uso di termini ed espressioni spesso molto forti e crude, senza però mai cadere in una volgarità eccessiva.
E’ questo il linguaggio della realtà milanese in cui la cosiddetta “Milano Bene”tende la mano, per una serata di sballo, alla piccola malavita del luogo i cui affari sporchi si trovano ad incrociare la strada della delinquenza asiatica.
Una realtà della quale per molto tempo ha fatto parte pure “Mentina”, un uomo dal passato turbolento, che ha pagato i suoi sbagli con il carcere, e che oggi cerca di ricostruire la propria vita, di riparare ai propri errori e recuperare il rapporto con la propria famiglia che ha perduto a causa dei suoi sbagli. E’un uomo che detesta ciò che è stato e quella realtà di degrado in cui delle giovani donne sono costrette a vendere il loro corpo e la loro dignità per un pugno di euro come per una dose d’eroina. Egli è l’esempio che anche gli ultimi, coloro che hanno commesso degli errori hanno del buono dentro ed una fortissima sete di riscatto e di rinascita.
E’ un mondo triste, buio, disperato di degrado e sofferenza quello sul quale accende i riflettori l’autore; un mondo lontanissimo dalla dottoressa Silvia Busi figlia di una benestante famiglia milanese.
Eppure è lei il perno del racconto,la protagonista,il filo conduttore tra questi mondi:l’anello di connessione tra bene e male, tra presente e passato.
La sua vita è perfetta, sembra non avere ombre, fino all’uccisione, apparentemente per rapina, dei suoi genitori nella loro ricca villa.
Sarà proprio la forza devastante di questa perdita a farle porre degli interrogativi esistenziali, che l’hanno già tormentata in diverse fasi della sua vita, ma che per troppo tempo ha tenuto sopiti dentro l’anima.
Il passato deve essere rievocato e soprattutto deve essere analizzato con occhi diversi. Inizialmente sarà difficile e troppo doloroso, ma passo dopo passo la verità sarà sempre più chiara e vicina. Determinante risulterà essere l’aiuto di un giovane ispettore di polizia, Pietro Lazzari, alle prese con la sua prima indagine importate, da quando è stato trasferito a Milano da Torino.
Le verità,che verranno riportate alla luce, saranno molto difficili da accettare e di grandi proporzioni.
Silvia verrà sostenuta in questo suo viaggio per la verità da suo marito Enrico, che saprà essere un compagno forte, per darle sostegno e comprensivo quando la moglie avrà bisogno di camminare da sola lungo il suo percosso di riscoperta della sua identità.
La realtà che Silvia andrà a scoprire non cambierà, solo per sempre la sua vita, ma porterà il lettore a conoscere un volto della Cina diverso, da quello che oggi siamo abituati a vedere: non è la Cina del miracolo economico, quella che ci viene descritta, ma è la Cina in cui ogni uomo è solo un numero, una terra dove molto spesso, con troppa facilità la vita umana viene offesa e barattata. L’autore ha il merito di saper trasformare un romanzo, in strumento di denuncia, di una realtà per troppo tempo ignorata, ma dalle proporzioni gigantesche. Un traffico di vite umane, in cui il denaro la fa da padrone ed ha il potere di uccidere e cancellare per sempre anche la vita del proprio figlio o della propria sorella.
E’ una realtà di sofferenza ,di separazione e negazione della dignità della vita stessa.
Ma certi legami sono viscerali,non possono essere distrutti neanche dalla più cinica volontà umana: si tratta di un ‘energia,di un amore primordiale, di un legame di sangue che è linfa vitale e che può tornare a rinverdire anche “il ramo secco da cui i cinque petali si sono già staccati”,raffigurato nel dipinto che ha fatto incontrare per la prima volta Enrico e Silvia e che forse racchiude in se la verità delle origini della protagonista.    


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