La chiesa dell'Immacolata Concezione di Palermo, nel quartiere Capo: un gioiello dell'arte barocca.

27 giugno 2014.


La chiesa dell'Immacolata Concezione di Palermo, altare maggiore, sovrastato dalla grande tela della “Immacolata Concezione” del 1637, opera del grande pittore monrealese Pietro Novelli.


Storia:

Il Concilio di Trento o Concilio Tridentino fu il XIX concilio ecumenico, ovvero una riunione di tutti i vescovi cattolici del mondo, per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica. L'apertura del Concilio fu indetta da papa Paolo III nel 1545 e fu chiuso, dopo numerose interruzioni, nel 1563. Nell'anno 1575, dodici anni dopo la fine del Concilio di Trento, la città di Palermo era preda della peste (era precisamente la mattina del 9 Giugno, giorno in cui si trovò, nel quartiere di San Domenico una donna morta e dopo di lei anche un uomo, un mercante di tappeti, un certo capitano di un brigantino proveniente dalla Barbaria, che aveva avuto con lei rapporti sessuali. Non si trattava di delitti passionali, ma dei primi casi di peste a Palermo. Riferiscono i Diari di Palmerino e Paruta, i due storici palermitani: “l’innamorato di detta donna e tutti di casa di una febbre con certi vozzi all’ancinagli, l’uno imbiscandola all’altro”).
La peste dilagava a Palermo e ben presto infestò tutta la Sicilia, specialmente le città che si affacciavano sul mare, perché più facilmente raggiungibili dalle navi. Furono chiuse le porte della città e i varchi delle due sole porte aperte, erano altamente controllate per evitare che i contagi aumentassero; i palermitani, allora, invocarono l'intervento della Vergine Maria per debellare la pestilenza, e dei Santi Rocco e Sebastiano. L'intercessione all'Immacolata e la predicazione dei francescani e gesuiti crearono allora i presupposti per fondare il monastero della Concezione al Capo. 
L'iniziativa è di Laura Barbara (o Imbarbara), vedova di Sigismondo Ventimiglia e senza figli, che già da qualche anno desidera fondare un istituto femminile cui donare tutti i suoi beni. Ella, devota dell'Immacolata, pensava di fondarlo sotto la regola francescana; interviene però il gesuita Giovanni Antonio Sardo il quale, se si mostra d'accordo sul titolo da dare alla futura istituzione, persuade la nobildonna a farlo sotto la regola benedettina. In quegli anni, infatti, i gesuiti erano impegnati nella gestione del monastero benedettino dell'Origlione ed avevano incontrato diversi problemi. La fondazione del monastero dell'Immacolata gli diede la possibilità di staccare una parte della comunità dell'Origlione e dirigerla verso il nuovo monastero. Fu così che la badessa dell'Origlione, Benedetta Reggio, inviò 12 suore nel monastero fondato dall'Imbarbara e ne divenne a sua volta badessa. Qui morì nel 1612. Per i primi due anni e mezzo i gesuiti avranno cura della neocomunità, poi essa comincerà a reggersi da sola. Il monastero, meta ambita dalla nobiltà palermitana che lo sceglie per la professione delle proprie figlie, accoglierà tra le sue file molte devote dell'Immacolata.


L'avvio dei lavori di costruzione della chiesa si concretizzò nel 1604, sulla base del progetto architettonico di Antonio Muttone e sotto la supervisione del regio architetto ed ingegnere militare Orazio Lo Nobile. La costruzione fu conclusa nel 1612, tuttavia il completamento effettivo dell'edificio richiese più di 100 anni di lavori e la notevole cifra di 80.000 scudi d'oro. I lavori finirono solo nel 1740 con la decorazione a fresco del soffitto realizzata da Olivio Sozzi.
Nel 1866, a causa del vento anticlericale seguito all'Unità d'Italia, il monastero venne confiscato e convertito in sanatorio. 
Nel 1932 venne demolito insieme al Bastione d'Aragona per lasciare spazio all'odierno Palazzo di Giustizia. La chiesa fu risparmiata, mentre gli ultimi resti del monastero furono distrutti nel 1943 a causa dei bombardamenti alleati. Nella chiesa si venera la Madonna delle Grazie, alla quale è dedicata una grande festa che si svolge in maggio lungo i vicoli del quartiere, con una processione organizzata dall'omonima confraternita fondata nel 1887.

Architettura:


La chiesa dell'Immacolata Concezione di Palermo, prospetto frontale. 
(Fonte: http://palermodintorni.blogspot.it/2011/05/chiesa-dellimmacolata-concezione-al.html)
La facciata esterna della chiesa appare particolarmente severa, secondo i canoni tipici del primo barocco romano. La chiesa è strutturata ad unica navata con impostazione spaziale rinascimentale. 
L'interno dell'edificio si fa notare per la ricchissima decorazione marmorea policroma. All'ingresso si trova il pregiato coro, sostenuto da quattro colonne binate, opera degli affermati architetti Giacomo Amato e Gaetano Lazzara.
I due coretti laterali hanno preziose ringhiere in ferro battuto dorato. Gli organi sono impreziositi da opere scultoree lignee del XVIII secolo rivestite con oro zecchino.
Le pareti interne sono interamente ricoperte, fino alla cornice, da una pregevole decorazione a marmi mischi e tramischi. Il soffitto a botte è decorato da stucchi dorati e dall'affresco intitolato "Il Trionfo degli Ordini religiosi", realizzato da Olivio Sozzi nel 1740 circa. Sulle pareti laterali si trovano quattro cappelle: sulla sinistra hanno posto le cappelle della Madonna Libera Infermi (opera di Vincenzo Guercio del 1635) e del Crocifisso. Sulla destra si ammirano le cappelle di Santa Rosalia e di San Benedetto. Quest'ultima è dotata di una grande tela di Giuseppe Velasco (1775), raffigurante Benedetto che ordina la distruzione degli idoli. Ogni cappella è ornata da belle colonne tortili con, alla base, intarsi in marmi e pietre preziose.
Il presbiterio è introdotto da un maestoso arco trionfale affiancato da coppie di colonne; sull'altare maggiore si trova la tela raffigurante l'Immacolata Concezione del 1637 opera del famoso pittore monrealese Pietro Novelli, che, al fine di valorizzare la sua opera, realizzò anche il cupolino ottagonale che copre il vano presbiterale.

L'interno della chiesa è dotato anche di quattro pregiati paliotti ad intarsio marmoreo policromo.
Alcune delle statue della chiesa sono opera dello scultore Carlo D'Aprile. 


Ubicazione:


Esatta ubicazione della chiesa dell'Immacolata Concezione, nel quartiere Capo. 
Entrando da Porta Carini, una delle tre porte che si aprivano sul lato settentrionale della città antica, dovrete fare solo pochi passi sotto i tendoni colorati e le bancarelle di venditori ambulanti del mercato del Capo, e scoprirete un autentico gioiello del barocco fiorito palermitano.

Rilievi fotografici:


Foto 1. La navata centrale.

Foto 2. Le pareti laterali mostrano fastose decorazioni marmoree che ricoprono interamente l’interno, e bellissime cappelle che si caratterizzano per lo straordinario connubio tra architettura e decorazione. Da ammirare i quattro paliotti ad intarsio marmoreo policromo di inimitabile effetto scenografico, raffinate opere di oreficeria marmorea la cui realizzazione si deve a geniali artisti siciliani con l’utilizzo di pietre dure, agate, lapislazzuli e vetri colorati veneti. 
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Fonte:

Linkografica -
Bibliografica -
  • La Sicilia e l'Immacolata. Non solo 150 anni. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Palermo, 1-4 Dicembre 2004), ISBN-13: 9788888615967, pag. 280 e ss. .

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