Termini Imerese. Nell’ambito dell’Infiorata termitana: passeggiata intorno le antiche mura civiche di Carlo V.

9 maggio 2015. SiciliAntica, nell’ambito dell’Infiorata termitana, organizza una passeggiata intorno le antiche mura civiche di Carlo V. L’appuntamento è per domenica 10 maggio 2015 alle ore 9,30 in via Fossola (Zona Porta Palermo) e la conclusione sul lungomare Cristoforo Colombo.
La visita, guidata dal geologo Antonio Contino, prevede una passeggiata lungo l’antico perimetro urbano della città e la sosta, con illustrazione, davanti le porte che si aprivano nella cinta muraria e di cui oggi rimangono solo labili tracce.
I partecipanti potranno seguire tutto l’itinerario in una cartina che sarà consegnata all’inizio della passeggiata, ricostruzione ideale della città di Termini Imerese nel XVII secolo, tratto da un disegno di Salvatore Contino, dove si intravedono ampi tratti delle antiche mura che circondavano la città e si notano sette delle dieci porte civiche.

Durante il regno di Carlo V d’Asburgo (1516-1556) fu deciso l’ampliamento del perimetro murario (le mura nuove) di Termini Imerese che si inserisce nel quadro del potenziamento delle fortificazioni delle città costiere siciliane. Le nuove mura, che  cinsero la città con una cortina muraria provvista di scarpa e rinforzata da bastioni angolari, fu edificata nel trentacinquennio 1556-1591. Il perimetro fortificato era lungo circa 3,8 km  e vi si aprivano inizialmente nove porte: di Palermo, di Girgenti (o di Caccamo), Euracea (o della Barratina o di Bellomo o Beddomu, corrotto in Beddoma o Baddoma), di Messina (o di Pescara, dal viceré Avalos di Pescara), del Caricatore, della Sanità (o Portonello della Legname o di Artese), della Marina (o della Dogana), della Pescheria e di S. Caterina (o di S. Giovanni o della Fossola).  A queste fu aggiunta, nel 1636, la porta Erculea (o Felice).
La costruzione del nuovo perimetro fortificato, sancirono l’inizio della progressiva espansione dell’abitato sulle colline di S. Lucia, di Nostra Signora delle Grazie (poi di S. Francesco di Paola), con la progressiva saturazione degli spazi verdi. La costruzione delle nuove mura ebbero sul territorio un impatto geomorfologico particolarmente pesante, comportando una severa modificazione della fascia costiera. L’impatto maggiore fu prodotto dalla realizzazione ex novo, sotto la direzione d’Orazio del Nobile, nel 1587, del torrione nuovo (Torraczo o Torracchio) con la nascita di un promontorio artificiale. Molti corsi d’acqua furono attraversati e ne furono sbarrate le aree di testata; per la necessità di reperire i materiali di costruzione si incrementò l’attività estrattiva di materiali lapidei delle cave di Santa Lucia e di Patara (oggi contrada Santa Marina). Si ebbero lavori di rinterro e d’escavazione con conseguente variazione dell’assetto geomorfologico di gran parte della città.
Nel contempo (1557-1580 c.), furono effettuati degli imponenti lavori che ampliarono l’area di pertinenza del Castello, dapprima limitata alla sola cima della rocca, con la costruzione di una nuova cinta bastionata e relativo fossato di difesa, che determinarono la demolizione di diversi quartieri.

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