Recensione del romanzo giallo "L'infanzia violata", di Francesco Toscano, edita da Saverio La Paglia.


L ‘INFANZIA VIOLATA
di Francesco Toscano
I° Edizione 2015

Avere avuto la possibilità di leggere questo volume è stata per me una ulteriore conferma di una amara verità che, da millenni, ha caratterizzato i comportamenti di certi individui: i pedofili.
Il colloquio con l’Autore è stato da subito empatico ed esaustivo trovandoci sensibili e attenti a ciò che, purtroppo, ai molti sfugge.
“l’infanzia violata” è un racconto umano che, fin dalle prime pagine, prende per mano e poco alla volta introduce in un mondo dove spesso, per non dire sempre, la realtà supera la fantasia.
Il racconto, i personaggi, i luoghi diventano complementari ed è come se l’uno richiama l’altro in un circolo vizioso dove il male  agisce, approfittando dell’innocenza alla quale ruba, con le sue azioni, un futuro normale, così come accade nei romanzi del ciclo verista del Verga, del Capuana, della Maria Grazia Deledda, della Matilde Serao tanto per citarne alcuni.
Ed è così che dal racconto, dove l’Autore è anche un rappresentante della Legge delegato ad indagare… vengono alla luce figure esili di bambini e bambine, di madri costrette a prostituirsi, di padri che entrati nel giro del vizio e della droga abdigano dal loro compito divenendo incapaci di gestire la propria e l’altrui vita a loro affidata.
Ma ancora, ed è quello che fa più male, è scoprire che ancora e ancora, come sempre, anche in luoghi sacri l’infanzia viene pure abusata- tradita- minacciata da chi dovrebbe più di ogni altro educarla, proteggerla, amarla nella sua semplicità e purezza.
Marianna e Francesca diventano così oggetto e soggetti da analizzare, da studiare, per fare emergere una realtà che ancora le spaura e che solo nel sapiente lavoro investigativo condotto dal Maresciallo Ascali e dalla sua aiutante Patrizia della Monica, con l’ausilio della psicologa Martina comincia ad emergere con tutta la sua negativa e nefasta influenza.
Sul volto dei rappresentanti dell’Arma e dell’intera equipe lo sgomento è simile a quello che da sempre si dipinge sul volto di coloro i quali ( genitori, nonni, fratelli, sorelle, educatori, etc..) allorché si scopre un nuovo caso di abuso su minori: restano come attoniti allibiti ….
La domanda, le domande, sono le stesse: ma come è potuto accadere? Come mai non ce ne siamo resi conto! Perché i bambini non ne hanno parlato? Perché non si sono confidati ?.....
L’Autore, che ha voluto e potuto approfondire la problematica degli abusi, ha sapientemente inserito delle pagine ( pagg. 63 -64 ) dove riporta come gli abusi si verificano più frequentemente di quanto si pensi e in modo più diffuso e:
·       L’abuso sessuale non è un fenomeno raro;
·       L’abusante non è un mostro alcolizzato, pazzo, maniaco;
·       L’abusante non è uno sconosciuto;
·       L’abuso sessuale non si verifica solo nei ceti più bassi;
·       L’abuso sessuale non si configura nello stupro;
·       Le vittime non sono solo femmine;
·       L’abuso non lascia segni fisici;
·       ecc. ecc.
“Ma è proprio l’impensabilità del fenomeno che non ci consente di riconoscerlo. Lo si vede solo quando i mass-media ci presentano casi eclatanti e sconvolgenti”.
Un vademecum questo che ogni genitore dovrebbe ben conoscere e tenere a mente per proteggere la sua prole dall'abuso di pedofili che spesso, appunto come anche da questa storia vera si apprende, può capitare proprio quando e da chi meno te lo aspetti e nei luoghi che ritenevi più sicuri.
Dicevo, all'inizio del mio ragionamento, che la problematica è antica quanto è antico il mondo e che quasi nulla è cambiato se non i luoghi e le condizioni sociali oggi certamente diverse  da ieri.
Il lavoro delle madri; che dovendosi assentare da casa per lavoro, sono costrette ad affidare i figli a parenti più o meno o ancora a famiglie disponibili o ancora a preti o a doposcuola o ancora ad allenatori di vari attività: danza, musica, settimane bianche, calcio etc… diventano l’occasione propizia perché l’orco ne approfitti e riesca a violare quell'innocenza che, al contrario, andava custodita, educata, amata, perché ad essa è affidato il nostro futuro.
E la nostra società futura sarà proprio quella che oggi stiamo educando e sarà tanto più sana e capace quanto più attenta e responsabile sarà stata la cura che ai nostri figli avremmo saputo e voluto dare.
Pagine amare queste del racconto umano dove l’Autore soffre con le piccole sfortunate sorelle Rossi e dove c’è tutta la rabbia di non potere scoprire e punire l’artefice di tali misfatti e che invece devono essere severamente puniti così come la legge prevede.
Tuttavia dalle pagine del racconto emerge sempre e comunque  la semplicità di queste vittime sfortunate che ancora nel gioco riescono quasi a dimenticare  mentre si affidano anima e corpo a chi le comprende e le aiuta.
Ed è appunto su queste “leve” che lavorano questi luridi individui che dall'affetto iniziale passano ad altri comportamenti dove l’amore era solo un pretesto servito solo per violare l’infanzia e coglierne la semplicità e la purezza.
Il racconto si conclude con la lettera del reo-confesso che alla fine trova il coraggio di mettere fine a suoi giorni spinto dal rimorso, mentre le due protagoniste vengono tolte alla patria podestà ed affidate a famiglie vere dove, in un nuovo percorso di vita, riescono a realizzarsi.
Storie come tante altre che ognuno dovrebbe conoscere. Storie che quando vengono alla luce gettono scompiglio, suscitano stupore, pongono domande alle quali da sempre non ci sono risposte esaustive.
Pedofilia: male antico e sempre attuale, orchi che sbucano dal nulla e che dall'abbraccio paterno passano alle più turbe delle azioni, violano l’infanzia .
Nel Vangelo Secondo Matteo 18. si legge: Lo scandalo dei piccoli.
Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me è meglio per lui che gli sia legato al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare
Guai al mondo per gli scandali … guai però a quell’uomo per mezzo del quale avviene lo scandalo“.
Che dire all'Autore se non un sentito e sincero grazie per avere voluto svelarci, con questo suo lavoro, che ancora il male agisce ed è tra noi, come sempre e come ovunque subdolo ed inaspettato agisce e ferisce. Ci auguriamo che questo lavoro possa essere di conoscenza e stimolo perché là dove meno te l’aspetti l’orco può ancora tornare a colpire.
Grazie ancora per l’empatia che emerge dalle pagine di questa triste storia vera che dà più valore al racconto.

Ciminna lì, 24 Novembre 2016


Ins. Saverio La Paglia 


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