Le chiese di Palermo.

11 Novembre 2010.

Chiesa di Casa Professa.
Palermo è una delle città che vanta il maggior numero di chiese e che non ha eguali per storia, architettura, affreschi e mosaici. Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città; va ricordata poi la chiesa della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi edificata oltre il fiume Oreto e il ponte dell'Ammiraglio del 1113. Costruita tra il 1130 e il 1170, la Chiesa della Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano tutt'intorno la chiesa. Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (oggi all'interno del cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso.


Le schede delle Chiese Cattoliche censite su questo blog:
  1. La Chiesa dell'Immacolata Concezione;
  2. La Chiesa di San Cataldo;
  3. La Chiesa di San Francesco d'Assisi;
  4. L'oratorio di San Salvatore;
  5. L'oratorio dei Bianchi;
  6. L'oratorio di San Lorenzo;
  7. La Chiesa della Magione;
  8. La Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi;
  9. La Cappella Palatina;
  10. La Chiesa di Casa Professa;
  11. La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti;
  12. La Chiesa della Martorana;
  13. La Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi;
  14. La Chiesa e il convento di Santa Chiara all'Albergheria;
  15. La Chiesa di Santa Maria della Pietà;
  16. La Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella;
  17. La Chiesa di San Giuseppe dei Teatini;
  18. La Chiesa di San Domenico;
  19. La Chiesa dello Spasimo;
  20. L'oratorio di Santa Cita.

Altri links utili sulle Chiese e gli Oratori della città di Palermo:
  1. Breve storia urbanistica della città di Palermo;
  2. I tesori della loggia;
  3. Giacomo Serpotta "uno dei massimi scultori del Settecento";
  4. Il Barocco e il Serpotta;
  5. Conoscere la città di Palermo: Il Cassaro.

Monumenti arabo-normanni

La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti.


Info: Via dei Benedettini. 
Tel. 091 6515019.
Orari: da Martedì a Sabato dalle 9 alle 19. Lunedì, domenica e festivi infrasettimanali dalle 9 alle 13.30.



San Cataldo


La Chiesa di San Cataldo, Palermo.

Situata vicino alla chiesa della Martorana, è quella di San Cataldo, una costruzione normanna del 1160, dalla caratteristica facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, che meglio conserva il suo aspetto originario. All'interno è notevolmente interessante il pavimento musivo.

Info: Piazza Bellini, 3(Cavalieri del Santo Sepolcro).
Tel. 091 302667.
Orari:da Lunedi a Sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.



La Cattedrale



La Cattedrale di Palermo.

Sul Cassaro si affaccia lo splendido complesso della Cattedrale eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La splendida commistione artistica presente nell'edificio sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli che l'hanno guidata mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanare in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. In seguito ad un disastroso incendio degli ultimi anni del XVIII secolo l'interno venne completamente ricostruito in stile neoclassico. Vi sono conservati i sarcofaghi di Federico II e Ruggero II oltre la tiara d'oro di Costanza d'Aragona, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel Tesoro. Sull'altro lato della piazza della Cattedrale è il Palazzo Arcivescovile dove si trova il Museo Diocesano, che raccoglie opere d'arte di notevole interesse, provenienti dalle chiese soppresse o distrutte durante l'ultima guerra. Risalgono al periodo normanno anche diversi palazzi: La Zisa e il suo sistema di fontane, La Cuba, il Castello di Maredolce e il Palazzo Scibene.

Info:
Corso Vittorio Emanuele
tel. 329 3977513 (informazioni) - 091 334373 (archivio)
orari: da Novembre a Febbraio da Lunedì a Sabato dalle 8 alle 17.30 - 
Domenica e festivi dalle 7 alle 13 e dalle 16 alle 19
Area Monumentale (tesoro-cripta-zone tombe reali)
orari: da Novembre a Febbraio da Lunedì a Sabato dalle 9.30 alle 13.30
da Marzo ad Ottobre da Lunedì a Sabato dalle 9.00 alle 17.30
costo intero € 3,00
Area Monumentale + Museo Diocesano
orari: da Lunedì a Sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 16
costi: intero € 5,00 ridotto € 1,00 per under 18 ed € 2,00 per over 65 anni
In loco noleggiabile impianto di radioguida, obbligatorio in caso di guida turistica a seguito al costo di € 1,50 cad.

La dominazione Spagnola


Appartengono a questo periodo la Chiesa della Gancia, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo che oggi ospita mostre ed eventi e la Chiesa di Santa Maria della Catena,dal caratteristico portale catalano.


Chiesa di Santa Maria degli Angeli (detta la Gancia)


Chiesa della Gancia.

Il complesso di S. Maria degli Angeli, più conosciuto col nome “La Gancia” (ossia ricovero per forestieri) è costituito dal Convento e dalla Chiesa. Esso propone due prospetti visibili; quello principale di cui è leggibile l’impronta dell’architettura quattrocentesca e quello laterale, prospiciente Via Alloro, molto manomesso da successivi interventi e restauri. L'origine del convento risale al 1430. Nel tempo, esso fu sede del ministro provinciale e fu abitato da frati di santa vita. Con la soppressione del 1866 il convento fu adibito ad archivio di stato; i frati ripresero, in seguito, le attività come cappellani della cinquecentesca chiesa e di apostolato dal 1882, costruendo alcune stanze sulle cappelle del lato destro della chiesa. Dal 1999 il convento è stato di nuovo adibito a curia provinciale e punto di riferimento per tutti i frati della Provincia. La chiesa fu costruita sui resti di un tempio preesistente. I lavori iniziarono nel 1490 e si conclusero intorno al 1500, non senza qualche difficoltà. La facciata presenta portali ad archi ogivali di stile tardo-gotico. L’interno è a croce greca, con una grande navata centrale e varie cappelle laterali. Vi si conserva un notevole patrimonio artistico, comprendente opere del Serpotta, del Gagini e del Novelli, oltre ad un magnifico organo del Seicento. Stupenda è anche la cappella di proprietà della famiglia reale spagnola, dedicata alla Madonna di Guadalupe. Fra il transetto e Via Alloro, fu scavato un foro, poi chiamato “Buca della Salvezza”. Nel 1860 - attraverso questo foro - due patrioti mazziniani che si erano rifugiati nella cripta, riuscirono a sfuggire alla cattura da parte delle milizie borboniche. Destinata dai Frati Minori Osservanti ad ospizio dentro le mura della città (“gancia”), è ricchissima di storia e di opere d’arte. I lavori iniziarono alla fine del ’400, ma la chiesa ebbe numerose trasformazioni a partire dalla fine del ’600. L’interno ha un magnifico soffitto ligneo cassettonato cinquecentesco, ma configurazione barocca, con affreschi e decorazioni a stucco, e notevoli dipinti di Vincenzo da Pavia, Filippo Tancredi, Pietro Novelli, Guglielmo Borremans, Antonino Grano. All’ingresso, un grande organo del 1615, opera di Raffaele La Valle. Una parte del convento è utilizzata quale sede distaccata dell’Archivio di Stato.


La Buca della Salvezza.
La Buca della salvezza: Foro scavato sul lato esterno del transetto su via Alloro, da 2 patrioti , Filippo Patti e Gaspare Bivona, nel 1860, che per scappare alle milizie borboniche si rifugiarono all'interno del convento fingendosi morti e nascondendosi sotto alcuni cadaveri di patrioti uccisi dalle milizie. Spinti dalla fame scavarono il foro e,  richiamando l'attenzione di alcune donne di una bottega di fronte, queste inscenarono una lite per distrarre i borbonici, e i due patrioti riuscirono così a mettersi in salvo uscendo dalla buca. 


Info:
Palermo,via Alloro nr. 27;
Telefono:091/6165221;
Giorni per visitarlo: da Lunedì a Sabato;
Orari: dalle 9.30 alle 13.30.








La Chiesa dello Spasimo 


La Chiesa dello Spasimo.
La Chiesa dello Spasimo si trova nel quartiere dalla Kalsa, una delle parti più antiche della città di Palermo. Attorno al 1506 il giureconsulto palermitano Giacomo Basilicò, particolarmente devoto alla "Madonna che soffre dinanzi al Cristo in croce", dono' del terreno ai padri di Monte Oliveto per farvi edificare una chiesa e un convento. I lavori iniziarono nel 1509, ma non furono mai conclusi. Sotto la minaccia dell'invasione turca infatti, alcuni anni più tardi si rese necessario il consolidamento dei sistemi di difesa della città. Vennero costruite nuove cinte murarie e, attorno alla chiesa, nel 1537 venne fatto scavare un fossato proprio laddove doveva sorgere il convento. Nel 1569 il Senato di Palermo acquistò il complesso per esigenze militari e i monaci vennero fatti trasferire altrove. Nel 1520 l’edificio, di grande importanza a quel tempo per l’intera comunità palermitana, si era arricchito di un capolavoro d’inestimabile valore, lo Spasimo di Sicilia dipinto da Raffaello Sanzio, che raffigura appunto lo sgomento di Maria dinanzi al Cristo crollato sotto il peso della croce. Dopo il trasferimento dei monaci, la struttura cadde in disuso e l'allora viceré di Palermo Don Ferdinando D'Ayala lo donò a Filippo V re di Spagna in cambio di agevolazioni e di favori. Il dipinto rimase in Spagna e oggi è conservato al Museo del Prado di Madrid. A Catania, nella chiesa di San Francesco all’Immacolata, ne esiste una buona copia, realizzata su tavola nel 1541 da Jacopo Vignerio. Nel 1582 la chiesa venne adibita a sede di spettacoli pubblici, una specie di primo esempio di "teatro stabile" in Italia, ma nel secolo successivo un'epidemia di peste ne rese necessario l'utilizzo come lazzaretto per gli ammalati. Terminata l'epidemia, gli ambienti furono adibiti a granaio e a magazzino. A metà del settecento crollò la volta della navata centrale della chiesa, che non verrà mai più ricostruita. Una tela del pittore Giovanbattista Carini, conservata nella Civica Galleria d’arte moderna di Palermo, ci mostra la chiesa dello Spasimo nel 1836: le coperture delle volte sono assenti; il pavimento, sconnesso e devastato, è ricoperto dalle macerie dei muri crollati; il transetto è brutalmente serrato da un cancello di tavole di legno. Ovunque regna il silenzio e l’abbandono anche se, a sinistra, s’intravedono i profili di due personaggi che conversano. Della grande chiesa benedettina fondata nel 1509 nelle forme eleganti del tardo-gotico, non rimane più nulla. Dal 1855 al 1985, la struttura fu trasformata in ospizio per i poveri e nosocomio, ma l'architettura venne in gran parte sconvolta per poterne ricavare gli ambienti per i ricoverati. Nel 1985, grazie alla volontà dei cittadini e delle Pubbliche Amministrazioni, furono iniziati i lavori di recupero delle strutture fatiscenti. Oggi lo Spasimo ospita eventi culturali, rappresentazioni teatrali e musicali.
Bibliografia:
Anna Maria La Fisca e Giovanni Palazzo, Santa Maria dello Spasimo, Edizioni Guida, Palermo 1997.

Info:
Via dello Spasimo, 35
tel. 091 616 6480
Lavori di consolidamento completati. Riapertura imminente.
costi: intero € 2,00 - ridotto € 1,00 per gruppi (min.5 pax), dai 18 ai 25 anni, over 60
ed universitari.
Gratuito per under 18, scolaresche, univ. Accademia B.A. Palermo, giornalisti
e Guide T.
Chiuso Lunedì
www.thebrassgroup.it/?idp=269




La Chiesa di S. Maria della Catena



La Chiesa di Santa Maria della Catena.
La chiesa sorge sulla piccola piazza della Doganella, sopra un’alta gradinata. Costruita nei primi anni del Cinquecento - forse su progetto di Matteo Carnelivari - la Chiesa di S. Maria della Catena è considerata un superbo esempio di stile gotico-catalano, con qualche influsso rinascimentale. La chiesa deve il suo nome alla lunga catena che - fissata alla sua parete esterna - chiudeva l’accesso all’antico porto di Palermo. All’esterno si nota ancora il rivestimento originario in conci squadrati, e le primitive finestre con trafori nelle lunette laterali. L’edificio è preceduto da un portico con tre archi ribassati, sotto il quale stanno tre portali, con bassorilievi del Gagini. L'interno è a tre navate, con tre absidi. La navata centrale si caratterizza per le sue volte a costoloni, mentre le navate laterali hanno volte a botte. Numerose sono le decorazioni, soprattutto del Settecento: notevoli gli affreschi di Olivio Sozzi e due sarcofagi, uno antico ed uno del Cinquecento.

Info:
Piazzetta delle Dogane
tel. 091 321529
orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18
costo: intero € 2,50 - ridotto € 1,50 per gruppi min.10 pax con ausilio guida
web: www.amicimuseisiciliani.it





Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco, fra cui : la chiesa del Santissimo Salvatore situata lungo Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa del Gesù situata nel quartiere dell'Albergheria e la Chiesa di San Domenico con caratteristici elementi rococò. Molto importante la nuova Galleria d'Arte Moderna "Sant'Anna" che ha sede su un convento di costruzione barocca.
È questo il periodo di importanti sistemazioni urbanistiche per la città. Nel 1600 con il tracciato della Via Maqueda si venne a creare il nuovo salotto della città: all'incrocio con il Corso Vittorio Emanuele, si trovano i Quattro Canti, o teatro del Sole, una piazza ottagonale che costituiva il centro fisico e simbolico della città. Poco lontano in piazza Pretoria si può ammirare la Fontana Pretoria, da poco restaurata sulla quale si affacciano il Palazzo Pretorio, sede del Comune, e la splendida Chiesa di Santa Caterina.
Giacomo Serpotta fu chiamato dai frati francescani conventuali di San Francesco d’Assisi per ornare la loro principale chiesa con le sue ormai famosissime statue allegoriche di virtù. Ciò fu il segno che ormai il prestigio dell’artista aveva superato ogni confine e tutti i principali ordini religiosi volevano un segno della sua presenza nelle loro chiese. Giacomo vi realizza virtù francescane che dispone addossate ai pilastri della navata centrale. Con i bombardamenti del 1943 le statue furono seriamente danneggiate, ma oggi dopo lunghi interventi curati dall’Associazione Salvare Palermo si possono nuovamente ammirare nel loro splendore. Per quanto le Allegorie rimandino allo schema ormai consolidato del cosiddetto stile maturo di Serpotta, cioè quello che segue agli stucchi dell’oratorio del Rosario in San Domenico, vi sono pregevolissimi spunti di originalità proposti dal maestro che tratta le statue con la consueta qualità esecutiva. Spiccano tra le altre la tenerissima Mansuetudine con l’agnello, la severa Modestia che distoglie lo sguardo dallo specchio, e la Teologia che è la più berniniana fra le statue con quello svolazzo improvviso della veste.



Oratorio dell’Immacolatella


Oratorio dell'Immacolatella.

L’oratorio fu edificato dalla compagnia omonima fondata nel 1575. Tra il 1725 e il 1726 l’architetto Gaetano Lazzara sovrintese ai lavori di decorazione a stucco realizzati da Procopio Serpotta e Vincenzo Perez. Il recente restauro a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo consente oggi di riappropriarsi dei giusti toni della bianca materia che fa da contorno, sulla volta, agli affreschi di Vincenzo Dongiovanni, dipinti nello stesso periodo, con Storie della vita della Vergine. Sulla base dei suggerimenti di un teologo francescano vengono disposti i medaglioni dell’aula che raffigurano Dottori e Padri della Chiesa: San Girolamo, Sant’Agostino, San Gregorio Magno, Sant’Ambrogio, ma anche San Cirillo d’Alessandria, San Sofronio di Cipro, San Giovanni Crisostomo e Sant’Anastasio I Papa. Le vele della cupoletta presbiteriale, che contiene una stupenda coltre di nimbi in stucco, sono invece occupate dai quattro profeti maggiori: Isaia, Ezechiele, Geremia e Baruc. Tutte queste figure, dunque, sono state scelte per alludere alle virtù mariane, cui è dedicato l’oratorio, e per certificare che Maria Immacolata è testimone e strumento dell’Avvento e dell’avverarsi delle profezie bibliche.

Info utili
Orario visite:
Al momento le funzioni religiose e le visite guidate sono ancora sospese per breve tempo in attesa del termine definitivo dei restauri.



Chiesa dell’Assunta



La Chiesa dell'Assunta, Palermo. 
(Fonte:http://palermodintorni.blogspot.it/search?q=Chiesa+dell%27Assunta)
La chiesa fu fondata nel 1628 insieme al convento annesso da Antonio Moncada duca di Montalto per la moglie ed altre congiunte, fu interamente decorata a stucco, come oggi si vede, intorno al secondo decennio del XVIII secolo. Vi lavorò, molto probabilmente, Procopio Serpotta forse con la collaborazione dello zio Giuseppe. Tutto l’apparato, recentemente restaurato a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, è attribuito alla progettazione del pittore Antonino Grano che rivela la profonda conoscenza dei modelli romani applicati peraltro nello stesso periodo entro la chiesa del Gesù a Casa Professa. Le figure sono volte alla celebrazione di Santa Teresa d’Avila, fondatrice dell’ordine delle Carmelitane Scalze, con la presenza anche qui di statue allegoriche di pregevole fattura.



Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa

La Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa.
La Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa è un edificio barocco che si affaccia sulla Piazza Kalsa dell'omonimo quartiere di Palermo. La costruzione della chiesa venne iniziata nel 1686 su progetto dell'architetto palermitano Giacomo Amato. All'interno sono di particolare pregio gli stucchi di opera di Giuseppe e Procopio Serpotta, rispettivamente fratello e figlio di Giacomo Serpotta realizzati nei primi anni del 1700. L'altare centrale proviene dalla demolita Chiesa delle Raccomandate in Via Maqueda. L'interno è ad una navata con cappelle laterali comunicanti.

Info:
Piazza Kalsa
tel. 091 6171658
orari: da Martedì a Domenica dalle 7 alle 11 e dalle 16 alle 19.
Chiuso lunedì.



Chiesa di Santa Caterina, Palermo.
La chiesa di Santa Caterina è situata nel centro storico di Palermo. La facciata su piazza Bellini.La chiesa è attigua ad un monastero fondato nel Trecento dalle suore domenicane. Fu iniziata nel 1566 e portata a termine nel 1596. La cupola e il coro furono aggiunti rispettivamente nella metà del Settecento e nel 1863. Santa Casterina si affaccia su due piazze: la prima è piazza Pretoria dove troneggia l'omonima fontana, mentre la seconda è piazza Bellini dove si possono visitare la Chiesa della Martorana e la Chiesa di San Cataldo. Ciò che colpisce di più è la ricca decorazione dell’interno, ad unica navata, tipico dell’età della Controriforma. L’impianto ad aula consentiva alle suore di partecipare – non viste – ai riti liturgici dal coro sistemato all’ingresso tramite il sostegno di due colonne. La decorazione degli spazi interni, così come per molte altre chiese palermitane, è costituita da un sontuoso apparato a marmi mischi, stucchi ed affreschi che si fondono, in un’unica armonica lettura, con le strutture architettoniche portanti. Tra i pittori che decorarono la chiesa, bisogna ricordare Filippo Randazzo (autore del Trionfo di Santa Caterina e della Gloria delle Domenicane del 1744) e Vito D'Anna (autore del Trionfo dell’ordine domenicano e delle Allegorie dei continenti del 1751).



Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 alcuni ladri entrano nell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo, e rubano un grande quadro che sta sull'altare maggiore dall'ottobre del 1609. È una tela della Natività coi Santi Lorenzo e Francesco, ed è l'ultima opera dipinta in Sicilia dal Caravaggio che, subito dopo, era partito per Napoli (nel luglio dell'anno seguente l'artista morirà su una spiaggia di Porto Ercole, in Toscana).
La notizia fa scandalo e tutti accusano tutti: perché un quadro così importante non era protetto? È possibile che nessuno abbia visto o sentito nulla? E chi può averlo fatto rubare?
L'ultimo interrogativo è il più inquietante, anche perché si fa strada l'ipotesi che sia stata la mafia.
A tutt'oggi, aprile del 2006, il quadro non è stato recuperato, e molti ritengono che possa essere andato distrutto già da molto tempo. Forse... Ma del

 L’oratorio sorse intorno al 1570 ad opera della compagnia di San Francesco sulle spoglie di un’antica chiesetta dedicata a San Lorenzo. Per questo motivo la dedicazione attuale ricorda entrambi i santi. Giacomo Serpotta vi intervenne a partire dal 1699 e fino al 1707 circa, con la collaborazione dell’architetto Giacomo Amato, innanzitutto per rinnovare la decorazione del presbiterio che conteneva la famosa Natività con adorazione dei pastori dipinta da Michelangelo Merisi da Caravaggio intorno al 1609. Il quadro, come è noto, fu trafugato nel 1969. Terminato l’intervento intorno alla preziosa tela, con uno schema di derivazione prettamente romana e con la realizzazione di due tra i più straordinari angeli che avesse mai realizzato, il Serpotta si dedicò all’aula. Essa nell’insieme è considerata forse il capolavoro assoluto del maestro palermitano, per la giusta proporzione tra la freschezza inventiva dei primi anni e la sapiente maturità nella tecnica esecutiva. È un’opera densa di immagini tra cui i “teatrini” con gli episodi della vita dei Santi Lorenzo (a sinistra) e Francesco (a destra), a cui sono accostate le statue allegoriche, tra le quali spiccano, ai lati del presbiterio, la matronale Ospitalità e la materna Carità. Tutto l’apparato è contrappuntato dai putti che, più che in ogni altro oratorio, sono scatenati in svariate attività. Molti sono coinvolti nelle scene, interagiscono con esse (ad esempio il putto che si scandalizza alla vista della Tentazione di San Francesco, oppure i tre che si aiutano per raggiungere le monete distribuite dall’elemosina, ecc.), altri sembrano del tutto indifferenti e appaiono estranei a evidenti significati teologici (come, ad esempio, i putti che soffiano bolle di sapone). In realtà tutto l’apparato gioca su una spiccata teatralità in cui i confini delle immagini sono spezzati ad uso della partecipazione di tutte le figure presenti. Inoltre le opere sono intessute su una trama che ha una chiaro messaggio teologico di marca francescana.

Info:
Via dell'Immacolatella, 5
tel. 091 6118168
orari: tutti i giorni dalle 10 alle 18
costo: intero € 2,50 - ridotto € 1,50 per gruppi min.10 pax con ausilio guida




Altre epoche:

 La Chiesa di Santa Cristina la Vetere


La Chiesa di Santa Cristina la Vetere (Fonte: Dalla rete).
Presso la Loggia dell’Incoronazione, si trova la chiesa di S. Cristina la Vetere, una delle più antiche di Palermo. L’edificio fu costruito intorno al 1171, per volere dell’Arcivescovo Gualtiero Offamilio, che la assegnò ai cistercensi. Dopo l’espropriazione da parte dell’imperatore Errico, la chiesa fu unita alla Cattedrale. Nel 1569, tre anni dopo la fondazione della compagnia della SS. Trinità, i Rossi - così chiamati per il colore dell’abito - vi si stabilirono. Appartenuta poi al monastero delle Olivetane, è oggi parte del complesso del Seminario. L’edificio costruito in tufo, è a pianta centrica, di forma quadrata a croce greca: nel complesso, ha una forma di un grande cubo. Oggi parte della chiesa è inglobata da costruzioni adiacenti: solo una delle aperture ad arco acuto e doppia ghiera, che sorgevano sui quattro lati della Chiesa, è rimasta nella sua forma originaria. L’unico ingresso oggi fruibile è sul lato meridionale dell’edificio e fu ristrutturato nel 1500, assieme alla facciata. All’interno, si evidenziano quattro pilastri - simmetrici e posti in corrispondenza dei quattro angoli della chiesa - sui quali poggiano grandi archi a sesto acuto, che intersecandosi formano la volta centrale e le piccole volte angolari a crociera, mentre le volte laterali sono a botte. Sul pavimento, le numerose lapidi tombali testimoniano l’uso antico di seppellire nelle chiese i nobili defunti.



  La chiesa di Sant'Agostino


La Chiesa di Sant'Agostino di Palermo. 
(Fonte: http://palermodintorni.blogspot.it/search?q=Sant%27Agostino)

Fu elevata al tempo degli Angioini, intorno al 1275, nel luogo dove sorgeva la cappella della famiglia Maida. Al Quattrocento risale lo splendido portale laterale attribuito a Giuliano Mancino e Bartolomeo Berrettaro, che denota un gusto fastoso caratterizzato da un’esuberante decorazione. Immagini di santi agostiniani sono incastonate all’interno di tondi circondati da elementi vegetali. L’interno, a navata unica, è il risultato delle trasformazioni seicentesche. Giacomo Serpotta, al quale si deve l’intervento decorativo (1711 e 1729) delle pareti spoglie, realizzò una fantastica macchina ornamentale in stucco con immagini allegoriche e santi. Al lato settentrionale della chiesa è affiancato un chiostro (1560), attribuito a Vincenzo Gagini. Legata al vicino convento agostiniano, la chiesa fu eretta nei primi anni del Trecento, per la munificenza di due nobili famiglie palermitane: i Chiaramonte e gli Sclafani. Oltre ad un ricco rosone, la facciata presenta un bel portale gotico con timpano, decorato con motivi geometrici e floreali a due colori. Il portale laterale, che si affaccia su Via Sant’Agostino, è opera del Gagini. L’interno fu rifatto nel 1671, a navata unica, in stile barocco. Si caratterizza per una ricchissima decorazione a stucco ed è considerato il capolavoro della maturità artistica di Giacomo Serpotta, che vi pose mano dal 1711 al 1728. Gli stucchi serpottiani si distendono sulle pareti dell'unica navata sotto forma di putti, angeli, statue e nimbi. Dietro ad uno degli angeli, il Serpotta ha apposto la sua firma e la data 1711. Ai lati delle cappelle mediane di Sant'Agostino (a destra) e di Santa Monica (a sinistra) sono inserisce altrettante coppie di statue allegoriche di virtù poste su nimbi, come ad indicare la loro immaterialità. Ben più concreti sono i santi e i beati dell'ordine agostiniano che sembrano sfilare verso il presbiterio, come in elegante corteo. Le monache mostrano sguardi alteri e sognanti, con pose languide e morbide. Le maniche delle vesti si allungano a dismisura e tutto sembra scivolare via con volute morbide e naturali. Al culmine della sfilata stanno, ai lati del presbiterio, Sant'Agostino e Santa Monica. Notevoli sono anche l’organo e la cantoria del Settecento, nonché il Chiostro cinquecentesco, che conserva alcuni capitelli forse risalenti al precedente chiostro del Trecento.







La Chiesa di San Francesco d'Assisi, Palermo.

La Chiesa di S. Francesco d’Assisi è inserita in un complesso conventuale sorto, per singolare contrasto, in un ricco quartiere di mercanti ed artigiani. Costruito fra il 1255 e il 1277 sui resti di una chiesa distrutta nel 1240 da Federico II, l’edificio è stato più volte modificato. Gravemente danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra, la chiesa è stata restaurata e si presenta oggi con lo splendore che aveva nel Duecento. La facciata fu restaurata a fine Ottocento da Giuseppe Patricolo: è di gusto tardo-romanico ed è impreziosita da un bel portale gotico-fiorito, sormontato da un ricco rosone. L’interno è a tre navate, con ampie arcate gotiche e copertura a capriate. Nella navata centrale spiccano dieci statue allegoriche di Giacomo Serpotta (1723), che rappresentano le virtù francescane. Spiccano tra le altre la tenera Mansuetudine con l'agnello, la potente Giustizia con la scimitarra sguainata, la severa Modestia che distoglie lo sguardo dallo specchio, e la Teologia, che - con lo svolazzo improvviso della veste - è la più berniniano di tutte. Nella navata di destra, si ammira una magnifica arca rinascimentale e alcune cappelle laterali. Nelle absidi si trovano la sontuosa Cappella dell’Immacolata, tutta a tarsie di marmi policromi, il pregevole Coro ligneo e la Cappella di San Francesco. Un vero gioiello è il portale della Cappella Mastrantonio, opera di Francesco Laurana. Di gran pregio è anche il Tesoro, ricco di tele e di statue lignee del Cinquecento La Chiesa conserva poi un notevole affresco del Novelli, trasportato su tela, S. Francesco e due Santi, e opere del Gagini.




Cartina di Palermo:-




Le più belle Chiese di Palermo viste sul portale: www.youtube.com









Per ulteriori informazioni sulle Chiese e gli Oratori di Palermo visita la seguente pagina web:



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